Lentini: Tre luoghi separati che tessono arte e religione

Di Corinne Valenti

Convento dei Frati Minori Cappuccini, Chiesa Rupestre del Crocifisso e Chiesa Madre: sono questi i luoghi di Lentini che questa mattina sono stati visitati da un appassionato gruppo di amici del Lions Club di Lentini, Augusta e Priolo, guidati dai soci dell’associazione regionale SiciliAntica Lentini-Carlentini e dalla guida turistica Italo Giordano.

Tre luoghi separati ma che insieme tessono le trame della storia religiosa e artistica della città.

Il Convento dei Frati Minori Cappuccini, sulla sommità del Colle San Francesco, fu fondato nella seconda metà del cinquecento e rispecchia il tipico stile architettonico conventuale dei cappuccini di Sicilia, con pianta ortogonale e chiostro centrale attorno a cui ruota tutto l’edificio. Suggestivi i vani sotterranei con i putridaria per la mummificazione dei defunti e la cripta per l’esposizione delle salme. Una caratteristica scala elicoidale in pietra arenaria ci conduce al campanile, da cui è possibile ammirare uno straordinario panorama. La chiesa del convento a navata unica custodiva una pregevole tela della Crocifissione di artista ignoto, copia dell’omonima opera del Tintoretto, e oggi esposta nella controfacciata della chiesa di San Luca; questo dipinto capeggiava sopra l’altare della chiesa, intitolata, per l’appunto alla Santa Croce. Altra opera pittorica degna di nota è un commovente San Francesco Orante della Scuola del Bassano, anch’essa visitabile presso la Chiesa di San Luca.

La Chiesa rupestre del Crocifisso è sicuramente una delle più importanti realtà rupestri del territorio di Lentini, sita sul versante occidentale di cava Ruccia. L’ambiente consta di un complesso rupestre abbastanza articolato, formato in origine da due locali quadrati simmetrici ed affiancati, due vani ad ossario e un vano sotterraneo archivoltato destinato a putridarium. Tuttavia, l’elemento più affascinante di questo luogo è senza dubbio il suo complesso apparato iconografico, costituito da un ciclo di pitture parietali che vanno dall’XII al XVII secolo, senza soluzione di continuità, a testimonianza di un culto ininterrotto e rinnovato nel corso nel tempo. L’affresco che sicuramente colpisce maggiormente per la sua bellezza ieratica è il Cristo Pantocratore sul catino absidale, databile intorno al XIII secolo, che con la sua destra ci benedice “alla greca”, testimonianza di culto orientale ancora vivo nell’isola. Dolcissimo, inoltre, lo sguardo della Mater Domini che allatta il Bambin Gesù nella parete nord della chiesa, quest’ultima interamente dedicata alla Vergine, indice di una forte devozione locale verso la Madonna.

Giungiamo, infine, nel cuore della città, presso la Chiesa Madre di Santa Maria La Cava e Sant’Alfio, imprescindibile per la ricostruzione religiosa e artistica della città. La chiesa, a tre navate, si presenta nella sua bellezza settecentesca, ma conserva al suo interno testimonianze storiche di un passato che ha resistito alle intemperie dello scorrer del tempo, primo fra tutti il vano catacombale con i tre sepolcri che, secondo la tradizione locale, furono il luogo di sepoltura dei tre santi patroni lentinesi: Alfio, Filadelfo e Cirino. Degno di nota è l’arcosolio con affresco bizantino raffigurante una Deesis. Sotto il piano di calpestio trovano luogo, per la terza volta a Lentini, i putridaria, segno di una prassi molto comune adottata, nonostante le restrizioni, fino al XIX secolo. La chiesa Madre di Lentini conserva, inoltre, al suo interno, un’interessante rassegna di manufatti artistici che vanno da una bellissima acquasantiera di epoca romanica decorata con il ciclo dei mesi, a una tavola del XIII secolo con la Madonna Odigitria, a una chiave di volta cinquecentesca istoriata, a una Madonna della Catena in alabastro della scuola del Gagini. Nella sagrestia della chiesa è, inoltre, custodito un bellissimo mobile settecentesco in legno intarsiato, proveniente dal Convento dei Frati Minori Cappuccini; di fronte al mobile è allestita una mostra permanente di arte sacra con arredi liturgici di pregio, tra cui una stauroteca bizantina in steatite e un cofanetto eburneo di uso eucaristico.

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